Gli anni dell'immediato dopoguerra, ovviamente, non furono facili. Anche se si cercò di colmare le lacune venutesi a creare « nelle collezioni dell'emeroteca specie nel periodo turbinoso che aveva preceduto e seguito la fine delle ostilità» , per i criteri di austerità rigidamente imposti, gli acquisti non furono molti.
Ben presto,però, la rapida ripresa dell'economia del Paese, che già nel 1948 aveva quasi raggiunto, e in taluni casi superato, i livelli produttivi prebellici, il fervore di studi in favore del Mezzogiorno, che non tardò a tradursi nella creazione della Cassa per il Mezzogiorno, il risvegliarsi del dibattito politico ed economico conseguente all'instaurarsi di un regime democratico, portarono il Banco di Napoli a rivedere i suoi criteri di spesa per quanto atteneva alla Biblioteca.
Ricominciarono, così, numerosi gli acquisti di libri e gli abbonamenti a periodici; inoltre, la ripresa della pubblicazione, dopo l'interruzione decisa nel 1942, della Rassegna Economica determinò un afflusso di libri per recensione e di periodici, anche più cospicuo di quanto fosse stato prima della guerra.
Quel che è certo è che la Biblioteca si arricchì rapidamente: nel 1956 essa vantava, tra periodici e volumi, 28.434 pezzi.
Da allora il processo di espansione è continuato, agli inizi del 1980 la Biblioteca si aggirava sui 50.000 pezzi specializzati - tanto che si era reso necessario dividerla nuovamente in due parti: una, costituita dalle pubblicazioni di data più antica o di meno frequente consultazione per gli uffici centrali del Banco, era stata organizzata presso l'Archivio Storico del Banco, in Via Tribunali 213, l'altra, comprendente le opere più recenti o le pubblicazioni di uso più immediato per l'attività operativa del Banco, era stata trasferita nell'edificio di Via Roma, presso l'Ufficio Studi.
Oggi la Biblioteca ha una consistenza di oltre 80.000 volumi, così ripartita:
Sono circa duemila all’anno le presenze degli studiosi che frequentano la sala studio: si tratta, per lo più, di laureandi della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Napoli, ma significativa è anche la presenza di docenti, universitari e non, italiani e stranieri, che vengono a consultare testi che risultano reperibili quasi esclusivamente in quella che è la biblioteca di settore più specializzata dell’intero Mezzogiorno.