Il Banco di Napoli trae origine dai banchi pubblici dei luoghi pii, sorti a Napoli tra il XV e il XVIII secolo.
È stato sempre un argomento di grande interesse quello di determinare la "data di nascita" del Banco di Napoli e tradizionalmente la si fa coincidere con quella della costituzione del Monte e Banco della Pietà nel 1539, ma nuovi studi, svolti dal prof. Domenico De Marco, esperto di Storia Economica ed Accademico dei Lincei e da Eduardo Nappi, che da oltre quarant'anni studia e lavora presso l'Archivio Storico, che hanno retrodatato questa nascita al 1463, avendo ritrovato documenti riguardanti depositi e prelevamenti dalla cassa di deposito della Casa Santa dell'Annunziata. In particolare ricordiamo un prezioso documento "bancario": la restituzione di una deposito da parte della Chiesa e Ospedale dell'Annunziata di 2 once, 18 tarì e 5 grana di carlini d'argento datata 19 marzo 1463. Questo è il primo documento che si dispone per datare l'attività bancaria dei progenitori del Banco di Napoli al 1463.

Dai documenti ritrovati da questi due studiosi, ma anche da altri lavori realizzati nei secoli precedenti, si può affermare che alle origini dell'attività dei banchi pubblici napoletani ci furono le "casse di deposito" delle case sante, tra cui la Casa Santa dell'Annunziata fu la più antica (fin dall'inizio del Trecento una congregazione amministrava la Casa Santa dell'Annunziata di Napoli come un ospedale, con annessa la chiesa; la confraternita intitolata alla Beata Maria Annunziata fu fondata per un voto dei fratelli Scondito, nobili napoletani, per essere scampati alla battaglia di Montecatini (1315), con il fine di innalzare una chiesa e di aprire un ospedale). Ma anche altre istituzioni pie, come il Conservatorio di Sant'Eligio e l'ospedale degli Incurabili, prima che divenissero "banchi", facevano operazioni bancarie.