Istituto Banco Napoli - Fondazione

La Biblioteca e l'Emeroteca della Fondazione

Il periodo Miraglia: 1900-1925

Biblioteca. Collezione degli editti, determinazioni, decreti e leggi di Sua Maestà, dal 15 febbraio al 31 dicembre 1806 I banchi pubblici napoletani, da cui il Banco di Napoli derivò, non provvidero certamente, nel Cinque o nel Seicento, ad acquisti sistematici di libri, pubblicazioni o raccolte librarie, anche se gli uomini che li diressero, e che spesso furono illustri magistrati o giureconsulti, erano aggiornati sul piano culturale e scientifico, e talvolta furono essi stessi autori di opere importanti.

All'inizio del 1900 i libri posseduti dal Banco, considerato che si trattava di una biblioteca specializzata, erano divenuti parecchi - ben 2.572 -, e Nicola Miraglia, il Direttore generale nominato dopo la grave crisi di fine secolo, nella sua opera di riorganizzazione dell'Istituto non trascurò di occuparsi anche della Biblioteca, disponendo perché si procedesse agli inventari dei libri e dei periodici posseduti e all'approntamento di un catalogo. Quando questo lavoro fu completato, Miraglia presentò al Consiglio di Amministrazione - 1'8 novembre 1905 - una relazione sullo stato della Biblioteca, relazione che costituisce un documento interessante sia per definire l'entità della biblioteca stessa sia per comprenderne la collocazione nel contesto della vita dell'Istituto.

Fra le importanti pubblicazioni citate dal Miraglia nella sua relazione vi sono:

  • la Biblioteca degli Economisti in 173 volumi,
  • la Collezione delle Leggi dal 1806,
  • la Gazzetta Ufficiale e gli Atti Parlamentari,
  • le riviste,
  • La Giurisprudenza,
  • La Legge,
  • Il Foro,
  • l'Enciclopedia Giuridica,
  • i Codici commentati antichi e moderni

nonché: dizionari di lingue estere, atlanti geografici, opere dei più autorevoli economisti e finanzieri.

Biblioteca. Repertorio Amministrativo del Regno delle due Sicilie, compilato dal Barone Pompilio Petitti - Quarta edizione, Volume II, Napoli, 1846. Per facilitarne la consultazione si era compilato, oltre che un inventario generale, uno schedario mobile, secondo le norme allora adottate dalle biblioteche pubbliche. Dal Consiglio di Amministrazione Miraglia sollecitava l'autorizzazione ad assegnare annualmente alla Biblioteca «un migliaio e più di lire per acquisto di nuove opere». Il Consiglio non soltanto accolse la richiesta di Miraglia, ma decise che ad occuparsi della Biblioteca, segno dell'importanza che ad essa si attribuiva, fosse il Segretario generale del suddetto Consiglio".

Circa due anni dopo, il 1° settembre 1907, da una successiva relazione del Direttore generale Miraglia al Consiglio di Amministrazione, apprendiamo che la Biblioteca si era ulteriormente accresciuta. I suoi volumi erano passati da 2.572 a 2.800, e il Banco risultava abbonato a 112 riviste e giornali.

Biblioteca. Journal des Economistes, tome premiere, Paris, 1842 La biblioteca, posta alle dipendenze del Segretario del Consiglio di Amministrazione e con una dotazione annua per gli acquisti e gli abbonamenti, non mancò di creare problemi logistici ed organizzativi, via via che cresceva sia in numero di volumi sia in interesse dei lettori.
Questi problemi sollecitarono il funzionario del Banco preposto alla sua gestione di proporre, con una relazione prodotta in data 6 luglio 1914, a chiedere alla Direzione Generale di regolamentare in modo più chiaro e specifico l’organizzazione della Biblioteca-Emeroteca, dando al bibliotecario maggiori responsabilità non solo nell’acquisto di nuovi libri e di abbonamento a nuovi periodici, ma anche nell’offrire ad esso la possibilità di redigere cataloghi delle pubblicazioni, nonché bollettini trimestrali informativi sui nuovi acquisti.

Nel 1916, quando l'Italia era in guerra da meno di un anno, Miraglia provvide a ristrutturare i servizi della Bibilioteca-Emeroteca: con una ordinanza stabilì che i periodici e le riviste cui il Banco era abbonato, dopo essere stati singolarmente classificati e registrati, e dopo che il Direttore generale ne aveva preso visione, venissero consegnati agli uffici che per ragione di materia potessero avervi maggiore interesse.

Ecco alcuni esempi di trasferimenti:

  • la Rassegna Mensile dei Monti di Pietà sarebbe stata inviata al I Ufficio;
  • l'Economista d'Italia, La Finanza Italiana, La Società per azioni, la Rivista di Scienza Bancaria, Il Sole, sarebbero stati inviati al II Ufficio
  • la Gazzetta Ufficiale e gli Atti Parlamentari sarebbero rimasti depositati in Biblioteca

Mentre in Biblioteca sarebbero rimasti:

  • il Journal des Economistes,
  • l’Economiste Frangais,
  • La Nuova Antologia,
  • il Giornale degli Economisti,
  • la Rassegna Contemporanea,
  • La Rivista d'Italia,
  • L'Economista,
  • L'Associazione Cotoniera Italiana,
  • la Riforma Sociale,
  • gli Atti dell'Istituto Internazionale di Agricoltura.

Il Direttore Miraglia faceva appoggiare alla Biblioteca del Banco anche pubblicazioni che gli pervenivano a titolo privato. Tra queste citiamo:

  • il Bollettino della R. Società Geografica Italiana,
  • il Bollettino della Società degli Agricoltori Italiani,
  • Il Corriere della Sera,
  • Il Popolo Romano,
  • L'Avvenire Agricolo,
  • Agricoltura del Mezzogiorno,
  • Il Corriere Economico.

Biblioteca. La Riforma Sociale - Rassegna di Scienze Sociali e Politiche, Direttori: Francesco S. Nitti e Luigi Roux, Edizioni Roux Frassati and Co, Torino, 15 gennaio 1897 Durante il conflitto erano continuati gli acquisti di libri e riviste, ma, a guerra conclusa, lo stesso Miraglia operava un ulteriore arricchimento della Biblioteca. Rendendosi conto che, data la gravità dei problemi economici e sociali generati dalla guerra e dal dopoguerra, le vecchie regole e l'antico intuito dell'arte bancaria non erano più sufficienti, ma dovevano essere sostenuti da un corredo di conoscenze assai più ricco che in passato, stabilì che la Biblioteca fosse dotata di «un reparto per studi e ricerche d'indole economico-finanziaria» (ordinanza del 18 dicembre 1920).

Questo fu il primo embrione di quello che sarà il futuro Ufficio Studi del Banco, ma anche una specifica destinazione delle collezioni periodiche facenti parte della Biblioteca. Il nuovo reparto avrebbe dovuto studiarle per trarne elementi di interesse per il Banco. D'altronde, per assolvere adeguatamente il compito affidatogli, il reparto si sarebbe dovuto occupare anche dell'aggiornamento della Biblioteca in modo che da essa potesse sempre trarre esauriente documentazione e informazione. Così si innescava un meccanismo che collegava il potenziamento della Biblioteca alla crescita dell'Ufficio Studi.

Biblioteca. L’Economista, gazzetta settimanale, Anno XIII, Vol. XVII, Direzione dell’Economista, Firenze, 1886 Per rendere più facilmente consultabili le raccolte librarie possedute, Miraglia aveva fatto anche compilare un catalogo sistematico-alfabetico delle opere della Biblioteca e, nell'inviarne copie ai vari uffici, aveva avvertito che al catalogo avrebbe fatto seguire fogli aggiunti e, a suo tempo, una nuova edizione arricchita di altre opere. Nel giugno 1924 si provvedeva alla stampa di una seconda edizione del catalogo con l’integrazione delle nuove pubblicazioni. Il catalogo superava le 350 pagine; l'autore era stato il giovane impiegato Teodoro Pasquale Sorrentino, figlio di uno dei deputati napoletani degli ultimi decenni del secolo scorso: il battagliero deputato di Castellammare di Stabia, Tommaso Sorrentino.

Emeroteca. Gazzetta Ufficiale 2 Gennaio 1875 Oltre ai funzionari del Banco, a trarre profitto dalla Biblioteca dell'Istituto, erano anche studiosi, professionisti, studenti che, previa autorizzazione, vi attingevano di frequente per documentarsi su problemi bancari ed economici. Il caso ci offre, al riguardo, un intervento addirittura di Giustino Fortunato, il quale, il 12 aprile 1921, dalla sua casa napoletana, scrisse a Miraglia (al «carissimo Nicola») perché facilitasse nella consultazione di opere della Biblioteca del Banco uno studente della Bocconi, cui lo storico economico Giuseppe Prato aveva assegnato una tesi sulla storia del Banco di Napoli. E aggiunse: «Egli si è rivolto a me, ma io non so altro se non che esso [il Banco di Napoli] ha una lunga e bella storia; che, davvero, meriterebbe di essere fatta nota, e che tu solo [Miraglia] sei in grado di dare a lui indicazioni e notizie. Per questo io lo indirizzo a te, sicuro che tu gli darai sollecita, benevola ed utile udienza». Miraglia ovviamente accontentò l'illustre conterraneo, inviando le opere più interessanti sull'argomento presso la sede del Banco a Milano.

Negli anni successivi alla pubblicazione del Catalogo del 1924, non vi è dubbio che, a stare ai documenti interni al Banco, gli acquisti di libri e riviste continuarono in numero anche maggiore che in precedenza ; e continuò anche il trasferimento di annate arretrate di riviste e periodici e di libri meno consultati all'Archivio Storico del Banco in via dei Tribunali 213.

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