Istituto Banco Napoli - Fondazione

La Biblioteca e l'Emeroteca della Fondazione

Il periodo Frignani-Quarta: 1926-1944

Biblioteca. Rivista d’Italia, Anno VIII, Fasc. I, gennaio 1905, Roma Una svolta radicale nella vita della Biblioteca del Banco si manifestò dopo il 1926, quando il Banco aveva ormai cessato di essere Istituto di emissione, e Nicola Miraglia, trascorsi trent'anni alla Direzione Generale del Banco, venne collocato in pensione, lasciando il posto a Giuseppe Frignani, un uomo del regime, già sottosegretario di Stato.

Frignani, per aumentare gli spazi necessari ai servizi della Direzione Generale, trasferì la Biblioteca-Emeroteca di nuovo presso l’Archivio Storico - ricostituendo pertanto l'antica unità della Biblioteca - e stabilì che essa sarebbe stata alle dipendenze dell'Archivio generale, il cui capo ne sarebbe divenuto responsabile.

Tuttavia Frignani decise che una delle due copie esistenti del Catalogo a schede mobili doveva restare presso la Direzione Generale, nell'Ufficio di Segreteria, «per le consultazioni da parte degli uffici e la ricerca di opere e pubblicazioni da richiedersi in lettura».

Biblioteca. Rassegna Economica,Rivista Internazionale di Economia e Territorio, N. 2, dicembre 2007, Ed. SRM Studi e Ricerche per il Mezzogiorno,Napoli Il trasferimento della Biblioteca non implicava la soppressione dell'Ufficio Studi che ormai era divenuto un servizio unico con l’Archivio generale, con un solo dirigente. L'Ufficio Studi veniva rafforzato con un altro impiegato e l'intero « Ufficio Studi e Archivio generale » era formalmente ripartito in due sezioni: « Notizie e Studi» e «Biblioteca ed Archivio », di cui la seconda, si è visto, era sistemata presso l'Archivio generale, mentre la prima, con poche pubblicazioni e due impiegati, di cui uno avventizio, era collocata in un locale di Palazzo S. Giacomo.

In realtà, la crescita dell'Ufficio Studi non iniziò prima del 1930. Il suo sviluppo coincise con la nomina alla sua direzione di un giovane e valente funzionario della Camera dei Deputati, già collaboratore dell'ex-Ministro del Tesoro Giuseppe Paratore : il Dott. Gaetano Quarta. In effetti il 12 luglio 1930 il Consiglio di Amministrazione del Banco, nell'intento di promuovere un maggiore sviluppo dell'Ufficio Studi, stabiliva di staccarlo dall'Archivio generale e di porre la Biblioteca alla sua dipendenza.

Quarta si accinse al compito con entusiasmo e non solo accrebbe il numero degli abbonamenti a riviste e periodici in genere, intensificando anche gli acquisti di libri, ma promosse la creazione nel 1931, per la prima volta nella storia del Banco, di una Rivista, che, attraverso varie vicende, tuttora si pubblica “Rassegna Economica”.

Biblioteca. Nuova Antologia di Scienze, Lettere ed Arti, Volume XIV, 1870, Ed. La Nuova Antologia, Firenze Essa fu un ulteriore stimolo all'ampliamento delle raccolte librarie e periodiche del Banco, non solo perché alla rivista cominciarono ad affluire, via via sempre più numerosi, libri per recensione e riviste in cambio, ma anche perché a causa della Rivista, i funzionari dell'Ufficio Studi, integrati da elementi esterni, furono costretti a seguire ancor più attentamente la letteratura che si andava pubblicando ed i dibattiti che si andavano intrecciando, anche fuori d'Italia, sui grandi temi dell'economia italiana e mondiale. Inoltre la Rassegna Economica apparve nel pieno della grande crisi economica iniziata nel 1929, e forse nel momento più drammatico, quando al fallimento delle Banche austriache, tedesche ed ungheresi si aggiunse il crollo della sterlina. A questo va aggiunto che la redazione della Rassegna Economica fu costretta dalle esigenze delle rubriche in cui la rivista era articolata a creare dossiers specializzati di ritagli di giornali, alimentando così un utile ed interessante archivio finanziario.

Questo arricchimento della Biblioteca coincise con il suo trasferimento, sullo scorcio del 1935, dai locali dell'Archivio generale di Via dei Tribunali 213 a quelli dell'edificio del Banco allo Spirito Santo, in Via Roma, trasferimento attuato per collegarla più strettamente all'Ufficio Studi, spostato, anch'esso, nell'edificio dello Spirito Santo per i lavori di trasformazione in corso della sede centrale in Via Roma.

Con questo trasferimento si aprì, per la Biblioteca, una fase di notevoli progressi.

Gli anni dal 1929 al 1939 furono anche problematici per la Biblioteca del Banco. Il provvedimento del Governo di ridurre la produzione della carta per limitare l'uso della cellulosa importata dall'estero, impose agli uffici di eliminare tutto ciò che potesse costituire carta da macero. Il 28 marzo 1936 il banco deliberò di inviare al macero di un cospicuo numero di periodici, in particolare i duplicati. In alcuni casi questa delibera determinò danni irreparabili.

Tali, per esempio, furono le distruzioni di:

  • 781 fascicoli del Boletin de la Borsa de Buenos Aires;
  • 110 fascicoli del Bollettino del Patronato Italiano di Buenos Aires;
  • 23 volumi di atti del Consorzio Nazionale (1902-1907);
  • 964 fascicoli del Bollettino del Ministero delle Poste e Telegrafi;
  • 251 fascicoli del Bollettino del Ministero della Guerra;
  • 17 volumi del Giornale dei lavori pubblici e delle strade ferrate.

La lista effettiva riempiva ben 11 cartelle fittamente dattiloscritte!

La seconda guerra mondiale non mancò di riflettersi sulle raccolte librarie del Banco.

Con l'intensificarsi dei bombardamenti su Napoli, fu necessario procedere ad un ennesimo trasferimento della Biblioteca. Buona parte del suo materiale fu trasportata nel 1942 in locali della villa Astarita a Capodimonte, dove rimase fino alla fine della guerra, mentre il suo funzionamento fu nel frattempo del tutto paralizzato.

Biblioteca. L’Economiste Francaise, 26° Annee, 1re Volume, 1898 Con il suo ritorno in sede nel 1943-1944, la Biblioteca fu tuttavia chiamata ad assolvere anche un'altra funzione. In quel tempo e, si può dire, fino al maggio 1944, mentre la guerra continuava aspra e sanguinosa nella piana che si stende sotto Montecassino, il Governo alleato cercava di approfondire le sue conoscenze sulla struttura economica industriale dell'Italia e della Germania, nell'intento di ricavarne notizie utili alla continuazione della guerra. A questo riguardo la Biblioteca del Banco di Napoli si rivelò presto uno strumento prezioso ed in quel momento insostituibile. Sta di fatto che il Governo militare alleato non esitò a farvi ricorso.

Emeroteca. Il Sole - Giornale del Commercio, della Finanza, dell’Industria e dell’Agicoltura, Anno LIX, N. 289, 5 dicembre 1923 Nel febbraio 1944 Quarta consegnò, infatti, al Maggiore I. V. Hinkel, Military Information, Div. A. C. C., e al Maggiore Murray, al Capitano Amprim, al Capitano Rendali, dell'Advanced Intelligence, ed al Capitano Gary, un congruo numero di pubblicazioni, accuratamente elencate in ben cinque allegati.

Si trattava, in particolare:

le ultime relazioni e bilanci di importanti società italiane, quali:

- l'Istituto per il Credito Navale all'INA,
- la Società per la bonifica dei terreni
- la Banca Novese agricola cooperativa,
- la Banca Nazionale per il lavoro,
il Consorzio di Credito per le Opere Pubbliche,
l'IRI,
- un cospicuo numero di Casse di Risparmio e banche
- le opere sull'espansionismo tedesco (quali i volumi di Hauser, Hermaut, Lichtenberg-Petit)

Alla fine del 1944 gran parte delle pubblicazioni prestate avevano fatto ritorno alla Biblioteca del Banco.

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